Riconoscere eventi sul dispositivo
Classificare audio, immagini o segnali vicino alla sorgente, rispettando tempi di risposta e risorse disponibili.
Modelli di machine learning su microcontrollori e sistemi edge, per audio, visione e dati di sensori. Valutiamo dati, precisione, memoria e consumi prima di integrare l’inferenza nel prodotto.
Classificare audio, immagini o segnali vicino alla sorgente, rispettando tempi di risposta e risorse disponibili.
Confrontare dati, soglie, regole e modelli leggeri per scegliere un approccio proporzionato al problema.
Misurare precisione, latenza, memoria e consumi sull’hardware destinato al prodotto.
Un esempio di come affrontiamo il lavoro.
Definiamo cosa riconoscere, come misurare l’errore e quali dati sono disponibili.
Confrontiamo gli approcci e misuriamo precisione, tempi e risorse sul target.
Inseriamo la soluzione nel firmware e concordiamo test, aggiornamenti e criteri di accettazione.
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Prima della modellazione si valutano i dati disponibili, la piattaforma hardware con i suoi vincoli di memoria e consumo e l'indicatore con cui misurare il risultato. Il documento iniziale riporta il piano tecnico, una stima dell'impegno e i rischi principali, insieme alle eventuali alternative all'AI on-device.
Il processo parte dai dati reali. La prima fase è una prova di fattibilità per capire se i dati disponibili sono sufficienti e quale accuratezza serve all'applicazione. Solo dopo si passa all'integrazione embedded, con quantizzazione, misura di memoria, latenza, consumo e verifica sul dispositivo reale.
In produzione le prestazioni del modello possono cambiare al variare dei dati e delle condizioni operative. Per questo conviene prevedere telemetria leggera, controllo del drift, tracciamento dei falsi positivi e una strategia di aggiornamento. Le scelte di ottimizzazione vengono documentate per mantenere il progetto comprensibile e manutenibile nel tempo.
Dipende dal problema. Per classificazione audio con poche classi bastano spesso alcune ore di audio etichettato. Per anomaly detection industriale servono tipicamente settimane di dati operativi "normali" e almeno alcuni esempi dei modi di guasto. Nella valutazione iniziale verifichiamo se quanto hai è sufficiente o se serve una campagna di raccolta dedicata prima del modello.
Le variabili principali sono latenza, riservatezza dei dati e disponibilità della rete. L'elaborazione locale è indicata quando serve una risposta rapida o i dati non possono lasciare il dispositivo; il cloud rimane più adatto per modelli molto grandi o aggiornati di frequente. In alcuni casi conviene un'architettura ibrida.
La scelta dipende dal silicio, dalla toolchain e dal team. Tra le opzioni più comuni ci sono TensorFlow Lite Micro, CMSIS-NN, X-CUBE-AI, Edge Impulse e runtime compatibili con modelli esportati da framework diversi.
Prima dell'avvio fissiamo due piani di metriche: tecniche (accuratezza, precision/recall per classe rilevante, latenza 95° percentile, flash/RAM footprint) e di business (riduzione guasti non previsti, ore di fermo linea evitate, falsi allarmi verso operatore). Il modello "più accurato" non è mai il target: il target è il modello che sposta l'ago sulle metriche di business entro i vincoli hardware.
Sì, e dovrebbe. L'architettura prevede modello separato dal firmware applicativo, caricabile via OTA in una partizione dedicata con verifica di firma e rollback automatico in caso di regressione misurata sul campo. Gestire il modello come artefatto versionato separatamente è uno dei punti più sottovalutati: senza questo, dopo 12 mesi il modello degrada e nessuno sa come intervenire.
Dipende dai dati disponibili, dalla complessità del modello, dai vincoli hardware e dal numero di piattaforme da supportare. La valutazione iniziale produce una stima per fasce con ipotesi dichiarate, utile per valutare tempi e investimento.
Raccontaci l’obiettivo, cosa è già disponibile e cosa vuoi migliorare. Da qui valutiamo insieme il prossimo passo.
Valutazione tecnica iniziale