Matter: lo standard IP che unifica davvero la smart home (e l’IoT domestico)
Matter è uno standard applicativo, aperto e interoperabile, che porta un modello dati comune e un interaction model uniforme sopra reti IPv6
(Wi-Fi, Ethernet, Thread). L’obiettivo: far parlare tra loro dispositivi e piattaforme di brand diversi — in locale, in modo sicuro — riducendo
i costi d’integrazione e di manutenzione lungo il ciclo di vita del prodotto. A livello di rete, discovery e controllo avvengono su DNS-SD/mDNS,
con operazioni esposte da un set di cluster standard (attributi, comandi, eventi) e sessioni sicure end-to-end. Il servizio pubblicato per i nodi operativi
è _matter._tcp e la porta ufficiale è 5540 (TCP/UDP).
Dal 2024 alla metà 2025, lo standard ha esteso in modo deciso i casi d’uso: Intermittently Connected Devices (ICD) più efficienti, energy management end-to-end
e — con la release 1.4.2 (agosto 2025) — un focus su affidabilità/stabilità, scene certificabili e onboarding solo Wi-Fi (senza BLE) per prodotti esclusivamente Wi-Fi.
L’adozione pratica dipende dai singoli ecosistemi, ma la direzione è chiara.
Perché Matter conta per chi progetta prodotti
- Interoperabilità multi-ecosistema: stesso linguaggio applicativo verso Apple, Google, Amazon, SmartThings e Home Assistant.
- Riduzione varianti firmware: lo stesso device type e gli stessi cluster valgono per più piattaforme.
- Onboarding standard: pairing prevedibile (QR/manual code), discovery DNS-SD/mDNS, credenziali operative comuni.
- Sicurezza end-to-end e OTA standardizzato: meno soluzioni ad-hoc, più manutenzione “di piattaforma”.
Architettura in 3 strati
1) Trasporto IP
Matter gira su IPv6 (Wi-Fi, Ethernet, Thread). Le sessioni applicative possono usare UDP con Message Reliability (ritrasmissioni, ack, anti-duplicati) o TCP dove opportuno. La multicast IPv6 è cruciale per gruppi e scene.
2) Service Discovery
Il discovery avviene tramite DNS-SD/mDNS (RFC 6763).
In fase operativa i nodi pubblicano il servizio _matter._tcp e dialogano sulla porta ufficiale
5540 (TCP/UDP) registrata presso IANA.
3) Data Model & Interaction Model
Il Data Model definisce node, endpoint, cluster (attributi, comandi, eventi) e device type. L’Interaction Model standardizza le operazioni Read, Write, Invoke, Subscribe (anche in multicast per azioni di gruppo). Introduzioni utili: Google Developers – Device Data Model e Silicon Labs – Matter Fundamentals.
Sicurezza: catena di fiducia, fabric e ACL
Commissioning iniziale
Il pairing usa PASE (SPAKE2+ con passcode da QR/NFC o codice manuale) per creare il canale sicuro e trasferire i parametri iniziali. Il commissioner verifica l’identità del device tramite Device Attestation (catena DAC → PAI → PAA e Certification Declaration). I certificati root PAA pubblici risiedono nel Distributed Compliance Ledger (DCL).
Operatività
In esercizio, le sessioni sono CASE (mutua autenticazione a certificati) e il nodo entra in una fabric (dominio di sicurezza). Il multi-admin consente a uno stesso device di far parte di più fabric/ ecosistemi. Approfondimenti pratici su attestazione: Silicon Labs – Device Attestation e DigiCert – Issuing CSA Matter Certificates.
Operatività: CASE, fabric e multi-admin
In esercizio le sessioni sono CASE (mutua autenticazione con certificati); la fabric è il dominio di sicurezza che raggruppa nodi, ID e trust anchor condivisi. Un device può appartenere a più fabric (multi-admin) e quindi convivere su più ecosistemi (es. Home, Alexa, Google, SmartThings) senza firmware diverso.
Autorizzazioni: Access Control Cluster (ACL)
I permessi sono dichiarativi e per-cluster: View, Operate, Manage, Administer (privilegi standard). In assenza di privilegio adeguato un’operazione è negata.
Rete e discovery: note progettuali
- mDNS/Multicast: assicurarsi che 5353/UDP e la multicast IPv6 non vengano filtrate su LAN/VLAN (IGMP snooping troppo aggressivo può rompere il discovery).
- Porta 5540: aprire 5540 TCP/UDP tra controller e device per il traffico Matter operativo (IANA).
- IPv6 locale: è sufficiente link-local per le operazioni in LAN; non serve IPv6 pubblico.
Wi-Fi, Thread, Ethernet: quando scegliere cosa
Wi-Fi/Ethernet: throughput alto e bassa latenza (luci evolute, bridge, grandi elettrodomestici). Thread: mesh IPv6 a basso consumo per sensori/attuatori a batteria; richiede un Thread Border Router per interfacciarsi all’IP di casa (molti hub consumer lo integrano).
Novità recenti dello standard
- Matter 1.4: estensioni per energy management (nuovi device type come pannelli solari, batterie, pompe di calore, scaldacqua) e miglioramenti multi-ecosistema. Fonte: CSA Newsroom.
- Matter 1.4.2: focus su affidabilità/stabilità e commissioning solo Wi-Fi tramite Wi-Fi USD (senza obbligo BLE), oltre a scene più coerenti tra ecosistemi. Fonte: CSA Newsroom.
Dispositivi, cluster e funzioni “di sistema”
- Cluster applicativi: On/Off, Level/Color Control, Thermostat, Door Lock, Window Covering, Robot Vacuum, ecc.
- Gruppi & Binding: multicast efficiente per azioni simultanee (es. tutte le luci della stanza) e legami logici controller→device.
- Scene: snapshot di stato multi-dispositivo con comportamento coerente e certificabile nelle release recenti.
- Bridge: ruolo per esporre dispositivi Zigbee/Z-Wave/BLE Mesh come endpoint virtuali Matter.
Aggiornamenti OTA standardizzati
Lo OTA è parte integrante della specifica: un Requestor può individuare un Provider Matter, scaricare un’immagine compatibile e installarla in sicurezza. Alcuni hub possono fungere da OTA Provider all’interno della fabric. Documentazione di riferimento nelle specifiche e nei portali vendor (CSA, Silicon Labs, NXP, ecc.).
Produzione e certificazione: cosa serve davvero
- PKI di produzione: generazione dei DAC univoci, PAI/PAA del vendor (o CA accreditata) allineati alle policy CSA; pubblicazione artefatti e CRL nel DCL.
- Certification Declaration (CD): rilasciata a valle della conformità; va gestita come artefatto aggiornabile.
- Compliance & test: PICS/PIXIT, test suite CSA, prove multi-ecosistema e verifica dei profili energetici dove applicabile.
Checklist di progettazione (senza lock-in di piattaforma)
- Device type & Data Model: definisci endpoint/cluster (obbligatori + opzionali che danno valore reale).
- PKI: pianifica PAA/PAI/DAC, gestione chiavi (idealmente in secure element) e processi di provisioning.
- Rete: abilita mDNS (5353/UDP), multicast IPv6 e 5540 TCP/UDP sulla LAN e sulle eventuali VLAN.
- ICD/Power: per batteria, usa finestre di check-in, report on-change e tempi di idle lunghi.
- OTA: integra da subito l’OTA Matter per ridurre costi di field update e support.
- Bridge & migrazione: se hai base installata Zigbee/Z-Wave, valuta un bridge Matter per transizioni graduali.
Glossario essenziale
- Fabric
- Dominio di sicurezza con CA, credenziali operative (NOC) e identificatori condivisi. Un device può appartenere a più fabric.
- PASE / CASE
- Sessione di commissioning (passcode SPAKE2+) / sessione operativa (certificati) tra nodi Matter.
- DAC / PAI / PAA
- Catena di attestazione del device. I root PAA pubblici sono nel DCL; la CD attesta la conformità del prodotto.
- IM (Interaction Model)
- Read, Write, Invoke, Subscribe: le operazioni standard sul Data Model.
- ICD
- Intermittently Connected Device: dispositivi a connessione intermittente con politiche di risveglio ottimizzate.
Riferimenti e approfondimenti
- CSA – Build with Matter
- RFC 6763 – DNS-SD | IANA – Porta 5540
- Google – Matter Device Data Model
- Silicon Labs – Matter Fundamentals
- CSA – Distributed Compliance Ledger
- CSA – Annuncio Matter 1.4 | CSA – Aggiornamento 1.4.2
- NXP – Energy Management in Matter 1.4
Nota: questo articolo è pensato come guida tecnica introduttiva. Per dettagli implementativi (SDK e piattaforme), rimandiamo alla documentazione dei vendor e alla specifica ufficiale Matter.
Conclusione
Matter non è “un altro protocollo radio”, ma un linguaggio applicativo comune su IP che normalizza discovery, sicurezza, modello dati e aggiornamenti.
Per chi sviluppa prodotti, significa meno varianti firmware, onboarding prevedibile, integrazione multipiattaforma e una roadmap chiara su energia e scalabilità.
Con le ultime release (1.4 e 1.4.2), lo standard sta maturando proprio dove serve: affidabilità, gestione di scenari complessi (scene, gruppi, energy) e
semplificazione dell’onboarding.
Se vuoi, in un secondo momento possiamo trasformare questo articolo in una guida pratico-ingegneristica (con diagrammi e checklist operative per certificazione/PKI, reti, ICD e OTA)
oppure in un whitepaper scaricabile con infografiche.
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